Gli avvocati di Quotalo rispondono alle vostre domande

05 Luglio 2017 - Redazione

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Foto articolo l'avvocato risponde Foto articolo l'avvocato risponde Foto articolo l'avvocato risponde In questo articolo ci soffermeremo sulle questioni legali, soddisfacendo in particolare l’utenza che è alla ricerca di un consulto gratuito da parte di un avvocato, e di alcuni consigli legali concreti in particolare concernenti le questioni del diritto di famiglia. 

Partiamo con la separazione (Per maggiori info su divorzi e separazioni segui il nostro portale di riferimento Avvocato Divorzista): l'avvocato risponde in merito ad una questione posta all’attenzione della nostra redazione: 

Domanda 1
Mi chiamo Claudio, ho 48 anni, e sono in procinto di separarmi da mia moglie: come faccio a non corrisponderle l’assegno di separazione visto che lei guadagna decisamente più di me?”

Uno degli avvocati partner di Quotalo risponde:
“Signor Claudio, è necessario che lei dimostri i redditi della signora, incaricando un consulente tecnico di parte per esaminare i documenti fiscali della sua ex moglie e ricostruire la sua capacità reddituale. E le specifico la necessità di un consulente, dal momento che abbastanza spesso le indagini svolte dalla Polizia Tributaria su incarico del giudice vengono fuorviate dal coniuge particolarmente furbo nell’occultare i propri redditi. L’esame da parte di un consulente esperto in materia fiscale e contabile potrà, invece, rivelarsi molto più produttivo sul piano probatorio. Ovviamente, bisogna consegnare al consulente quanta più documentazione fiscale possibile, e per questo si dovrà rivolgere all’Agenzia delle Entrate competente e presentare una domanda di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990. Sappia anche che non è affatto improbabile che l’amministrazione finanziaria le neghi l’accesso: in questo caso faccia presente che una recente sentenza del TAR Veneto ha dichiarato illegittimo il rifiuto perché, così è motivato: “deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici”.

Domanda 2
“Da oltre nove mesi mio marito non paga l’assegno di separazione in favore dei nostri figli: come posso andare avanti visto che ho un lavoro precario e malpagato?”

Uno degli avvocati partner di Quotalo risponde:
“Cara signora, prima dei miei consigli legali, comunico, a lei a tutte le persone che si trovano nella stessa condizione, la mia solidarietà personale. Purtroppo, la legge di stabilità del 2016 aveva previsto un Fondo di Solidarietà in favore del coniuge bisognoso con il quale convivono figli minorenni o gravemente disabili, nel caso in cui l’altro coniuge, obbligato al pagamento di un assegno di separazione in favore dei figli, si fosse reso moroso. Ma, come spesso accade nel nostro Paese, il decreto attuativo della disposizione di legge è stato emanato con molto ritardo, e quindi è solo dal 13 febbraio 2017 che è possibile presentare la domanda presso i tribunali abilitati che, ahimè, non sono tutti non tutti... Per fortuna, visto che lei cita l’assegno di separazione, desumo che tra lei e il suo coniuge non si sia ancora giunti al divorzio, per cui è legittimata a presentare la domanda: lo preciso perché la legge predispone questa misura solo per i coniugi separati e non anche per quelli divorziati! Le pare un’assurdità? E come darle torto! Io e molti altri colleghi nutriamo seri dubbi di costituzionalità...

L'avvocato civilista risponde non solo a questioni attinenti al diritto familiare e matrimoniale: è possibile chiedere un consulto gratuito ad un avvocato anche in merito al Diritto dei Consumatori, Diritto del Lavoro, Diritto dell’Immigrazione, Diritto Contrattuale, diritto condominiale.

Domanda 3
“Io vivo al piano terra di un condominio costituito in tutto da 9 appartamenti, e alcune finestre della mia proprietà si affacciano direttamente sul cortile comune. Il mio vicino ha ben pensato di oscurare le sue aperture con delle tende a braccio, che a mio parere sono troppo larghe, e creano ombra anche nelle stanze di casa mia (si comprenda il mio disagio perché si tratta di cucina e salotto, ambienti nei quali la luce è fondamentale, a differenza del suo caso, che dopo una ristrutturazione totale, ha trasformato gli spazi in questione in camere da letto). Ebbene, mi chiedo: possibile che in casa mia non possa più godere della luce naturale perché il mio vicino vuole l’ombra?”.

Avvincente faccenda, come si decideva: è praticamente certo che l'avvocato civilista risponda che è necessario conoscere le misure esatte dei tendaggi, per capire di quanto sporgono dalle finestre del vicino, e se in effetti coprano in maniera indebita anche quelle del cliente del nostro portale (punto di riferimento per tutti quelli che ricercano online figure professionali che possano soddisfare le loro richieste di consulenza).

Hai anche tu una domanda per l’avvocato in merito, ad esempio, al rapporto conflittuale col tuo vicino di casa? Compila il form, senza tralasciare la lista delle doglianze: riceverai fino a 3 risposte da avvocati civilisti della tua zona.

Risposte che saranno chiare, ma anche veritiere: ogni giudizio ha, in media, una durata di non meno di tre anni solo per il primo grado, costi significativi (dai 2 ai 3 mila euro), e non sempre risultata risolutivo.

Perché non indirizzarsi allora verso una più semplice, agevole, ed economia opera di mediazione?” potrebbe essere la domanda dell’avvocato civilista…

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