I giardini giapponesi

08 Giugno 2015 - Redazione

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Il giardino giapponese tradizionale è una visione del rapporto Uomo, Natura e Universo. Ogni elemento pur apparendo decorativo ha un valore altamente simbolico, fino a arrivare al giardino Zen progettato per la meditazione, che può, a volte, sembrare un non-giardino.

Il giardino giapponese è un’opera di architettura che può essere realizzata anche senza vegetazione, come in quelli Zen dove l’acqua è sostituita dalla ghiaia bianca. I giardini giapponesi giocano molto sulla visione dinamica, sul vedere e non vedere, del mostrare graduale che di fatto è l’indicazione del percorso.

L’attenzione all’impatto visivo è molto alta, tanto che in alcuni storici il punto di vista ottimale è dalle stanze del palazzo e non dal giardino stesso.

Nel corso della storia il concetto di giardino ha subito la sua evoluzione e si possono individuare quattro tipi di giardino a cui potersi riferire: 

Karesansui Teien: giardini secchi, progettato per la meditazione, sono privi di acqua, sono spazi sacri, dove il minimalismo decorativo è voluto in modo da indurre il pensiero alla ricerca interiore. Il primo giardino Zen venne realizzato a Kamakura nel 1251 da un religioso cinese.

Chisen Teien: giardini con stagni, tipici del periodo Heian, (794- 1185) il centro del Giappone era l’attuale città di Kyoto. In questo periodo i giardini erano caratterizzati dalla presenza di acqua, ferma, come stagno, a volte di grandi dimensioni, o corrente come nei ruscelli artificiali. I laghetti erano collegati da ponti. Forte era l’influenza del feng shui cinese, sia nella progettazione delle dimore nobiliari e nei giardini annessi, che erano concepiti come un'unica opera. 

Chaniwa o Roji: giardini semplici, che includono la casa del thè, la cerimonia del te introdotta dai cinesi si dovevano tenere in una stanza spoglia, così anche l’area era improntata a quest’aspetto severo, come gli elementi decorativi costituiti da semplici pietre e ciottoli, lanterne in pietra.

Tsukiyama, tipici del periodo Edo (1603-1868), Edo, l’odierna Tokyo fu la nuova capitale. Nei giardini si costruiscono vere scenografie fino a usare il paesaggio naturale come piano prospettico. Infatti, secondo la tecnica shakkei, o paesaggio in prestito, ciò che al di fuori della proprietà dove è realizzato il giardino, ma sia comunque visibile, è considerato parte del progetto.

Riproduzione in miniatura di colline, valli, del monte Fuji, l’uso di rocce per rappresentare montagne, tutto per creare la sensazione nel visitatore di sentirsi immersi costantemente nella natura, passeggiando nel giardino oppure osservandolo dal palazzo, quello che predomina è una visione tridimensionale.

Ispirandosi alla tradizione giapponese si possono realizzare giardini molto diversi, tenendo conto delle dimensioni dello spazio a disposizione e che ogni elemento esprime un alto valore decorativo e simbolico. 
Per il Giardino Zen con la sua eleganza meditativa può bastare un piccolo angolo. 

Nella scelta delle piante vanno tenuti presenti le piante di tipo maschile e femminile, le prime dalle forme più spigolose, mentre le seconde saranno più morbide.

Tra le piante maschili deve esserci l’albero che segna l’ingresso con il ramo molto allungato che obbliga i visitatori a chinarsi per passare. Le piante femminili sono quelle della fioritura, il trionfo della bellezza e della sua caducità. 
Un albero presente nei giardini nipponici è l’Acero, i suoi colori autunnali sono intensi e nella tradizione le sue foglie non vanno raccolte fintanto che non cadrà l’ultima.
Una nota a parte la merita il Ciliegio (Sakurain giapponese), albero a cui i giapponesi sono molto legati.

Ammirare la fioritura (Hanami che significa ammirare i fiori) dei ciliegi è occasione di festa, ragione di viaggio fino a Yoshino, luogo di origine dei ciliegi giapponesi.
Una leggenda narra che un imperatore in memoria dei suoi samurai morti combattendo valorosamente, piantasse dei ciliegi sul campo di battaglia, quando gli alberi fiorirono i petali erano rosa e non più bianchi.

Anche la disposizione, dimensione e forma delle pietre va valutata. Le pietre sono l’unione tra il ciò che inanimato, ad esempio la ghiaia, e ciò che è vivo, come l’acqua, inoltre simboleggiano con le varie forme gli elementi di legno, metallo, terra, acqua e fuoco.

Dietro la molto apparente semplicità dei giardini giapponesi si nasconde una ricerca raffinata e una progettazione dettagliata. Nel voler tradurre la tradizione nipponica devono essere valutate le condizioni climatiche del luogo per scegliere le piante adatte, l’armonia deve essere presente in ogni stagione. 

Per realizzare un giardino seguendo la tradizione giapponese è bene seguire i consigli di un esperto.


*Nell'immagine in alto il giardino giapponese di Buenos Aires (Argentina).

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