Geometra per Decreto Salva Casa 2026: Come può aiutarti nella ristrutturazione
12 Gennaio 2026 - Daniele di Geronimo
Geometra per decreto Salva Casa 2026
Solamente tra il 2023 e il 2024 sono stati riscontrati 1.669 abusi edilizi nei 15.000 controlli effettuati da Carabinieri nei cantieri edili. Numeri che da soli forse non dicono molto ma che restituiscono una fotografia di un fenomeno diffuso anche e soprattutto nelle comuni abitazioni. Nel corso degli anni, infatti, diversi immobili residenziali sono stati oggetto di lavori condotti in difformità dalle norme vigenti, costituendo di fatto un abuso edilizio. A questo proposito è utile esaminare il cosiddetto decreto Salva Casa 2025.
Si tratta, infatti, di una misura straordinaria emanata dal Governo con l’obiettivo di regolarizzare tutte quelle piccole irregolarità edilizie riscontrate in numerose costruzioni. È un condono, una sanatoria, tramite la quale il proprietario di un immobile può regolarizzare la difformità delle opere edili, mediante il pagamento di una sanzione ridotta rispetto a quella che, altrimenti, si andrebbe incontro (comprese le possibili conseguenze penali).
Il Decreto Salva Casa nasce dalla necessità di risolvere tutte quelle situazioni che, pur non configurandosi come gravi abusi o pericoli strutturali, potrebbero compromettere il valore degli immobili e generare controversie legali. È quindi un’opportunità per i tanti proprietari di immobili con la quale regolarizzare lo stato delle costruzioni, favorendo in questo modo una maggiore sicurezza giuridica e tecnica degli edifici.
Tra gli obiettivi del decreto c’è anche quello di dare una nuova spinta al mercato immobiliare. Infatti gli immobili con difformità edilizie non possono essere venduti o concessi in locazione. Con il decreto Salva Casa, invece, possono essere di nuovo oggetto di compravendita e locazione.
Nel 2026, la regolarizzazione degli immobili è diventata un pilastro fondamentale del mercato immobiliare italiano. Dopo il consolidamento della Legge 105/2024 (il primo "Salva Casa") e i recenti correttivi della Manovra 2026, migliaia di proprietari hanno ora la possibilità di sanare difformità che per decenni hanno bloccato vendite e mutui.
- Indice contenuti
- Decreto Salva Casa 2026: novità e obiettivi
- Quali abusi edilizi si possono condonare nel 2026?
- L'Importanza di un geometra nel processo di condono edilizio
- Come ottenere il condono edilizio
- Costi e benefici del condono edilizio
- Normative e regolamenti per il condono edilizio
- Come trovare il geometra adatto a te
Decreto Salva Casa 2026: novità e obiettivi

| Tipologia di Edificio | Abusi Ammessi | Note |
|---|---|---|
| Abitazioni residenziali | Modifiche interne (tramezzi), soppalchi, nicchie e variazioni di prospetto non strutturali. | Ammesse deroghe sui limiti di altezza (fino a 2,40m) e superficie per i micro-alloggi. |
| Immobili a destinazione commerciale | Cambi di destinazione d'uso senza opere. | Sempre ammessi tra categorie omogenee (es. da magazzino a negozio) nei centri urbani. |
| Edifici storici/vincolanti | Difformità parziali e tolleranze esecutive. | Richiedono comunque il nulla osta paesaggistico, ma con iter semplificato. |
Quello che inizialmente è stato varato come Decreto-legge 69/2024 (convertito nella Legge 105/2024), nel 2026 rappresenta il pilastro della regolarizzazione edilizia in Italia. Questa norma ha introdotto una procedura di sanatoria semplificata che permette di risolvere migliaia di pendenze burocratiche, garantendo la commerciabilità degli immobili e sbloccando le compravendite precedentemente ferme per lievi irregolarità.
Innanzitutto il decreto istituisce una procedura semplificata con la quale regolarizzare specifici abusi edilizi evitando l’abbattimento, altrimenti previsto dalla legge, delle opere esistenti. In questo modo si risolvono situazioni che, altrimenti, comporterebbero costi elevati (per la demolizione e la relativa ricostruzione).
A beneficiare del condono sono i proprietari degli immobili che hanno realizzato opere edilizie non conformi senza il relativo permesso, così come gli investitori interessati a mettere in regola strutture esistenti. L’agevolazione del condono è estesa anche a coloro che ereditano proprietà con difformità edilizie. Nella tabella seguente è possibile scoprire quali sono gli abusi regolarizzabili con il recente condono.
Come anticipato l’obiettivo principale della legge è quello di dare una soluzione definitiva a problematiche che, se lasciate irrisolte, potrebbero generare costi amministrativi e legali elevati. Parallelamente il decreto mira a incrementare il patrimonio immobiliare “regolare”, migliorando la qualità del mercato e prevenendo in futuro controversie legali legate alle irregolarità costruttive.
Quali abusi edilizi si possono condonare nel 2026?
Il raggio d'azione del Decreto Salva Casa è focalizzato sulla risoluzione delle difformità parziali, rendendo commerciabili migliaia di immobili precedentemente bloccati.
Nel 2026, la distinzione tra ciò che è sanabile e ciò che resta un abuso insanabile è regolata dai nuovi articoli del Testo Unico dell'Edilizia (DPR 380/2001).
Oggi è possibile regolarizzare interventi che non contrastano con la disciplina urbanistica attuale, anche se non erano conformi all'epoca della realizzazione (superamento della doppia conformità per casi specifici):
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Tolleranze Costruttive ed Esecutive: scostamenti minimi (dal 2% al 6% a seconda della superficie) rispetto a misure, distanze e cubature di progetto.
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Modifiche Interne (Varianti in corso d'opera): spostamento di tramezzi, aperture di porte interne o diversa distribuzione dei vani realizzata prima del 2024.
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Cambi di Destinazione d'Uso: trasformazione di un ufficio in abitazione (o viceversa) senza opere strutturali, ora facilitata nelle zone urbane consolidate.
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Sottotetti e Mansarde: recupero a fini abitativi anche in deroga ai limiti di altezza e distanza, purché rispettino i nuovi standard di abitabilità 2026.
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Elementi Amovibili (VEPA): installazione di vetrate panoramiche amovibili e tende da sole bioclimatiche (pergolati), ora considerate edilizia libera ma spesso necessitanti di pratica di allineamento documentale.
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Micro-alloggi: regolarizzazione di unità immobiliari con superfici ridotte (minimo 20mq per monolocali) grazie ai nuovi requisiti igienico-sanitari.
Non tutte le tipologie di abuso sono condonabili con il decreto Salva Casa. Tutte le situazioni e le irregolarità che costituiscono un problema in termini di sicurezza e impatto ambientale sono escluse in maniera esplicita. Tra le opere escluse dal condono ci sono:
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Totale Difformità: edifici costruiti interamente senza permesso o in totale difformità dal titolo abilitativo.
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Danni Strutturali: interventi che hanno compromesso la stabilità statica dell'edificio senza successivi collaudi o adeguamenti sismici.
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Vincoli Invalicabili: opere realizzate in aree a rischio idrogeologico elevato o su terreni vincolati da tutele archeologiche e paesaggistiche senza il preventivo parere della Soprintendenza.
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Abusi successivi al 24 maggio 2024: la sanatoria semplificata si applica prevalentemente alle difformità pre-esistenti all'entrata in vigore del decreto.
A questo punto è interessante scoprire quali sono le tipologie di abusi edilizi maggiormente presenti nel nostro Paese. Da diverse ricerche e dati emerge che le più diffuse irregolarità riguardano:
- Sottotetti e cantine trasformati in locali abitabili: Vani non destinati all'abitazione convertiti in spazi abitativi senza le necessarie autorizzazioni.
- Installazione di piscine in aree soggette a vincolo paesaggistico: Costruzione di piscine in zone protette senza rispettare le normative vigenti.
- Realizzazione di opere in difformità rispetto ai permessi concessi: Esecuzione di lavori non conformi a quanto autorizzato, come ampliamenti non previsti o modifiche strutturali non autorizzate.
- Costruzione su terreni non edificabili o in aree vincolate: Edificazione in zone dove la costruzione è vietata, come terreni agricoli o aree protette.
- Abbassamento dell'altezza utile interna tramite controsoffittature non autorizzate: Installazione di controsoffitti che riducono l'altezza interna senza le necessarie autorizzazioni, creando difformità con le altezze autorizzate e possibili violazioni delle normative igienico-sanitarie.
L’aspetto importante su cui porre l’attenzione è che la discriminante per l’applicabilità del decreto è la valutazione del singolo caso. La legge fornisce le linee guida, ma è poi la valutazione del geometra e degli esperti tecnici coinvolti a stabilire quali irregolarità possono essere sanate e quali no.
L'Importanza di un geometra nel processo di condono edilizio
Alla luce di quanto appena detto risulta evidente l’importanza della figura del geometra nella gestione di questo condono edilizio. È infatti il professionista di riferimento grazie al quale non solo (e non tanto) ottenere il condono, ma ottenerlo nel rispetto della legge e senza operazioni illecite o altre irregolarità. Il geometra, infatti, si occupa di valutare la situazione esistente, predisporre la relativa documentazione, interagire con gli enti competenti e offrire una consulenza personalizzata.
Per questo motivo è indispensabile affidarsi a un professionista esperto della materia. Un geometra, infatti, effettua sopralluoghi accurati per verificare le reali irregolarità presenti nell’edificio, documentando ogni dettaglio utile a supportare la richiesta di condono. La regolarizzazione degli abusi edilizi, infatti, richiede una serie di rilievi, disegni tecnici e relazioni che attestino la conformità (o la ridotta entità delle irregolarità) degli interventi effettuati.
Il processo di condono edilizio può richiedere iter burocratici complessi. Affidarsi a un geometra esperto significa poter contare su una guida che sa come presentare correttamente la documentazione e negoziare eventuali pareri critici da parte degli uffici tecnici.
Come già anticipato il condono edilizio si valuta sul singolo caso e il supporto di un esperto permette di personalizzare la strategia di regolarizzazione. Per questo la collaborazione con un geometra è assolutamente indispensabile.
Come ottenere il condono edilizio
L’ottenimento del condono edilizio richiede il rispetto di un iter la cui procedura è stata semplificata dal DL Salva Casa. In modo particolare, come riportato nelle Linee di indirizzo e criteri interpretativi sull’attuazione del DL Salva Casa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il decreto si occupa di rendere più semplice la dimostrazione dello stato legittimo degli immobili, introduce nuove norme sul mutamento della destinazione d'uso e snellisce le procedure per sanare o regolarizzare difformità edilizie, come le tolleranze costruttive ed esecutive.
La procedura si articola su cinque passaggi chiave:
- analisi preliminare
- raccolta della documentazione
- presentazione della domanda
- attesa e monitoraggio della pratica
- conferma e regolarizzazione
L’analisi preliminare
La regolarizzazione di abusi edilizi è un’opportunità che può risolvere una serie di problematiche, evitando costose e complesse azioni legali.
Il percorso per ottenere il condono edilizio è ben definito e si articola in vari passaggi che richiedono attenzione e competenza tecnica.
Ecco un’analisi delle fasi principali che dovrai affrontare.
La raccolta della documentazione
Il processo inizia con un'analisi accurata dell’immobile, condotta da un geometra esperto.
Questo primo sopralluogo è fondamentale per identificare quali abusi edilizi possano essere sanati attraverso il condono e per verificare la fattibilità dell’intervento.
È consigliabile richiedere una consulenza iniziale, che spesso viene offerta gratuitamente, per ottenere un quadro completo della situazione e capire le opzioni disponibili.
La presentazione della domanda
Una volta fatta chiarezza sulla possibilità di regolarizzare l’immobile, il passo successivo consiste nella raccolta di tutta la documentazione necessaria.
Planimetrie, fotografie, relazioni tecniche e ogni altro documento utile saranno fondamentali per avviare il processo.
Una documentazione completa e ben strutturata non solo faciliterà il lavoro del professionista, ma snellirà anche l’iter burocratico, riducendo i tempi di approvazione.
Il monitoraggio della pratica
Con la documentazione in mano, il geometra provvederà a predisporre la domanda di condono, seguendo scrupolosamente le linee guida stabilite dalla legge.
Questa richiesta dovrà essere presentata all’ente competente – generalmente il Comune – rispettando le scadenze stabilite dal decreto Salva Casa.
È un passaggio cruciale, poiché una domanda corretta e completa è la base per una pratica che non subirà intoppi.
La conferma finale
Una volta inviata la domanda, l’ente competente avrà il tempo per esaminare la documentazione. Durante questa fase, il geometra svolge un ruolo chiave: monitorando costantemente lo stato della pratica, si assicurerà che vengano fornite eventuali integrazioni richieste dagli uffici tecnici.
Questo monitoraggio è essenziale per non rallentare il processo e per affrontare tempestivamente eventuali difficoltà.
Se la domanda di condono viene approvata, l’immobile ottiene lo status di "regolarizzato", un traguardo che porta a significativi benefici.
In primo luogo, viene evitata l’imposizione di sanzioni future. Inoltre, in molti casi, la regolarizzazione può incrementare il valore di mercato dell’immobile, permettendo così di venderlo o affittarlo senza preoccupazioni legali. La regolarizzazione, insomma, non solo risolve un problema ma può anche rivelarsi un investimento per il futuro.
Un ultimo elemento importante da chiarire riguarda le scadenze. Il decreto Salva Casa di per sé non prevede una data di fine della sanatoria. È però necessario sottolineare che il condono si applica esclusivamente agli abusi edilizi e alle difformità realizzate prima dell’entrata in vigore del decreto, ovvero il 24 maggio 2024. Per quanto riguarda la presentazione delle domande di sanatoria, invece, la legge introduce termini specifici per il silenzio-assenso delle pratiche:
- 30 giorni per la SCIA in sanatoria
- 45 giorni per il Permesso di Costruire in sanatoria
Questo significa che le domande possono essere presentate in qualsiasi momento, ma è necessario rispettare le procedure e i requisiti previsti dal decreto per ottenere la regolarizzazione.
Costi e benefici del condono edilizio
Il condono è un’opportunità, ma una delle condizioni essenziali per poterlo ottenere è il pagamento di una sanzione amministrativa che, seppur ridotta, è comunque un costo da sostenere. A questo si aggiunge quello della parcella del geometra il cui importo varia sia a professionista a professionista che dal tipo di intervento.
| Tipo di Intervento | Costo Amministrativo |
|---|---|
| Permesso di Costruire in Sanatoria | Doppio del contributo di costruzione o contributo aumentato del 20% in caso di parziale difformità |
| SCIA in Sanatoria | Doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile, tra 1.032 e 10.328 euro. Se conforme, tra 516 e 5.164 euro |
| Assenza o Difformità dalla SCIA | Triplo dell'aumento del valore venale, minimo 1.032 euro |
| Parziale Difformità dal PdC | Triplo del costo di produzione per uso residenziale, triplo del valore venale per uso non residenziale |
Per quel che riguarda la parcella del geometra il costo varia a seconda della complessità del caso e della città in cui si trova l’immobile. Molto dipende anche dal tipo di pratica edilizia che si deve presentare, così come dai progetti e dalla documentazione da produrre. Indicativamente si può considerare una fascia di prezzo che va da un minimo di 500€ e anche oltre i 2000€.
Ricorrere a un geometra qualificato e in grado di guidare fino al completamento la regolarizzazione dell’abuso edilizio è comunque una scelta sempre conveniente. L’investimento sostenuto, infatti, si ripaga ampiamente nel medio-lungo periodo.
Ricorrere al condono edilizio, infatti, consente di eliminare il rischio di sanzioni future, di aumentare il valore dell’immobile (da vendere o affittare) così come, in caso di controlli, previene i costi (significativi) di una demolizione e relativa ricostruzione.
Normative e regolamenti per il condono edilizio
Il condono edilizio si basa, come detto, sul cosiddetto decreto Salva Casa, il DL 69/2024 convertito in legge il 24 luglio 2024. Questa legge introduce in materia alcune importanti novità normative, in modo particolare:
- ambito di applicazione – sono sanabili solo gli abusi non situati in aree soggette a vincoli paesaggistici, idrogeologici o archeologici, salvo autorizzazioni specifiche
- sanzioni – da 2.000 a 50.000 euro, in base alla gravità dell'abuso
- semplificazione procedure – è prevista la digitalizzazione delle richieste e tempi ridotti per le risposte degli enti locali
La disciplina introdotta dal Salva Casa è ormai parte integrante del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001), che si conferma il pilastro legislativo per ogni intervento di trasformazione del territorio. Sebbene il decreto abbia fissato i principi cardine a livello nazionale (come il superamento della doppia conformità e le nuove tolleranze costruttive), l’architettura normativa italiana del 2026 vede un ruolo centrale delle Regioni.
A partire dalla seconda metà del 2025, tutte le Regioni hanno completato l'adeguamento dei propri ordinamenti e della modulistica unificata. Oggi, per presentare una pratica di sanatoria, si utilizzano i modelli standardizzati (SCIA, CILA, Permesso di Costruire) recepiti dai Comuni tramite i portali telematici SUE (Sportello Unico Edilizia).
Le Regioni hanno esercitato la loro potestà legislativa intervenendo su aspetti specifici:
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Requisiti Igienico-Sanitari: Molte regioni hanno recepito le deroghe nazionali sulle altezze minime (2,40 m) e sulle superfici minime per i monolocali (20 mq), ma alcune hanno mantenuto vincoli più stringenti per specifiche aree storiche o montane.
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Recupero dei Sottotetti: È l'ambito dove si registra la maggiore varietà; diverse leggi regionali aggiornate al 2026 facilitano ora il recupero volumetrico anche in deroga alle distanze minime, a patto di rispettare rigorosi standard di efficientamento energetico.
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Vincoli Paesaggistici: Nelle aree soggette a tutela, le Regioni hanno definito iter semplificati per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche in sanatoria, coordinandosi con le Soprintendenze.
Entro la fine del 2025, la totalità dei Comuni italiani ha aggiornato i propri Regolamenti Edilizi per allinearli alle definizioni di "Stato Legittimo" e "Tolleranza Costruttiva" stabilite dal Salva Casa.
Nel 2026, questo significa che un geometra può operare con una maggiore certezza del diritto, riducendo drasticamente il rischio di interpretazioni arbitrarie da parte degli uffici tecnici locali.
Come trovare il geometra adatto a te
Abbiamo avuto modo di presentare le principali novità introdotte dal decreto Salva Casa, delle situazioni che è possibile sanare e del perché conviene farlo. Per cogliere questa opportunità è indispensabile e imprescindibile rivolgersi a un geometra esperto per una consulenza gratuita e per avviare subito la pratica di condono.
Trova subito il miglior professionista al quale rivolgerti per valutare come procedere non solo per regolarizzare una situazione illecita, ma anche e soprattutto per investire sul futuro delle tue proprietà.