Procedure, a chi rivolgersi e costi per lo smaltimento dell'amianto
14 Marzo 2026 - Redazione
L'amianto (o asbesto) è un aggregato di minerali con proprietà ignifughe, termoisolanti e fonoassorbenti che ne hanno decretato il successo nell'edilizia del Novecento. In Italia il suo utilizzo è stato vietato dalla L. 257/1992. Tuttavia, le polveri di amianto, se inalate, possono causare gravi patologie polmonari anche di natura tumorale (mesotelioma, asbestosi), motivo per cui la bonifica degli edifici che ne contengono è una questione di salute pubblica prioritaria.
La sola presenza di amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo immediato: il rischio è connesso allo stato di conservazione. Se il materiale è integro e non viene manomesso, il pericolo è limitato. È invece necessario intervenire quando il materiale è deteriorato, friabile o si prevede di effettuare lavori che potrebbero danneggiarlo.
- Indice dei contenuti
- Procedura di bonifica dall'amianto
- Le tre modalità di bonifica
- Costi della bonifica amianto 2026
- Incentivi e contributi 2026
- Breve storia dell'amianto in Italia
La bonifica negli edifici privati è un onere che grava esclusivamente sui proprietari. La normativa di riferimento è la L. 257/1992, il D.M. 6/9/1994 (direttive tecniche) e il D.Lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro). Una volta accertata la presenza di amianto, gli step obbligatori sono:
- Comunicazione alla ASL di riferimento da parte del proprietario (o dell'amministratore di condominio), obbligatoria ai sensi della L. 257/1992. La violazione è sanzionabile con ammende pecuniarie; nei casi più gravi (omessa bonifica, impedimento al controllo) le sanzioni possono includere la reclusione fino a 15 anni e ammende fino a 100.000 €.
- Designazione di un responsabile del rischio amianto da parte del proprietario o dell'amministratore.
- Definizione di un programma di controllo e manutenzione per prevenire il rilascio di fibre, con decisione sull'intervento di bonifica.
- Predisposizione dei documenti relativi all'ubicazione dell'amianto, della segnaletica e delle misure di sicurezza.
- Comunicazione agli occupanti dei rischi potenziali e dei comportamenti da adottare.
- Individuazione di una ditta qualificata, iscritta all'Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 10, con coordinatore e operai specificamente formati e dotati di DPI (tuta integrale, copriscarpe, guanti, protettori delle vie respiratorie).
- Redazione del piano di lavoro da presentare alla ASL competente almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori. Trascorsi i 30 giorni scatta il silenzio-assenso e i lavori possono avere inizio.
Al termine dei lavori, il materiale rimosso deve essere trasportato in un centro di stoccaggio o in discariche autorizzate, che rilasceranno al proprietario entro 90 giorni una copia del FIR (Formulario di Identificazione Rifiuti).
Le tre modalità di bonificaLa bonifica può avvenire in tre diverse modalità, con caratteristiche e costi differenti:
| Modalità | In cosa consiste | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| Rimozione | Eliminazione totale del materiale contenente amianto | Eliminazione definitiva dell'inquinante | Costi elevati, alta esposizione dei lavoratori, produzione di rifiuti tossici |
| Confinamento | Posizionamento di una barriera a tenuta tra le aree sane e quelle con amianto | Costi relativamente contenuti | L'amianto rimane in situ; richiede monitoraggio periodico |
| Incapsulamento | Trattamento con prodotti penetranti o ricoprenti che stabilizzano le fibre | Costi e tempi ridotti, minori rischi per lavoratori e ambiente | L'incapsulamento può deteriorarsi nel tempo; richiede controlli periodici |
Il costo della bonifica varia in base alla superficie, all'altezza e all'accessibilità della copertura, alla modalità scelta (rimozione, confinamento o incapsulamento) e alla distanza dalla discarica autorizzata. La tabella seguente riporta i prezzi indicativi per la rimozione di coperture in eternit.*
| Superficie | Costo indicativo al mq | Costo totale indicativo |
|---|---|---|
| 50 mq | 22 – 28 €/mq | 1.100 – 1.400 € |
| 100 mq | 17 – 24 €/mq | 1.700 – 2.400 € |
| 200 mq | 13 – 19 €/mq | 2.600 – 3.800 € |
| 500 mq | 11 – 16 €/mq | 5.500 – 8.000 € |
| 1.000 mq | 10 – 13 €/mq | 10.000 – 13.000 € |
* Prezzi indicativi basati su un campione statistico di preventivi 2026. Possono variare in base all'altezza della copertura, all'accessibilità, alla difficoltà di smontaggio e alla distanza dalla discarica autorizzata.
Nel caso di condomini, la spesa è ripartita tra i condomini in base ai millesimi. I condomini possono rivalersi sulla ditta costruttrice solo se l'amianto è stato installato dopo il 1992 (anno del divieto).
Incentivi e contributi 2026Esistono diverse agevolazioni per ridurre il costo della bonifica:
Bonus Ristrutturazioni (privati)
La rimozione dell'amianto rientra negli interventi agevolabili con il Bonus Ristrutturazioni: detrazione del 50% per l'abitazione principale (tetto di spesa 96.000 €, 10 rate annuali) e del 36% per altri immobili (tetto 48.000 €). La detrazione si applica anche alle sole spese di trasporto e smaltimento in discarica.
Bando ISI INAIL (aziende)
Il Bando ISI INAIL (edizione 2025/2026) offre un contributo a fondo perduto fino al 65% delle spese sostenute per la rimozione di coperture in amianto da parte di aziende. È disponibile anche un intervento aggiuntivo fino a 20.000 € (finanziato all'80%) per progetti complementari come l'installazione di impianti fotovoltaici in sostituzione della copertura rimossa.
Ecobonus (interventi combinati)
L'Ecobonus al 50-65% è applicabile alla rimozione dell'amianto solo se l'intervento è abbinato a lavori di coibentazione dell'involucro edilizio che migliorano la prestazione energetica dell'edificio, con obbligo di comunicazione all'ENEA.
Breve storia dell'amianto in ItaliaIl brevetto dell'eternit (amianto-cemento) risale al 1901. Da allora lastre, tegole, vasche e tubi in amianto hanno invaso le costruzioni di tutto il mondo. Già dagli anni '30 Inghilterra e Germania avevano compreso la pericolosità del materiale e avviato i primi divieti. In Italia il bando è arrivato solo nel 1992 con la L. 257/1992, ma la norma non ha imposto la rimozione automatica dei manufatti esistenti, rendendo obbligatorio solo il monitoraggio. A distanza di oltre trent'anni dal divieto, la quota di materiali contaminati ancora presenti sul territorio nazionale rimane significativa, a conferma dell'urgenza di incentivare la bonifica.
Per richiedere un preventivo a una ditta specializzata iscritta all'Albo Nazionale Gestori Ambientali, è possibile utilizzare il servizio di smaltimento amianto di Quotalo.