La certificazione della caldaia: cose da conoscere sulla revisione e il controllo dei fumi

27 Dicembre 2017 - Redazione

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Poiché, in base alle statistiche, il metano rappresenta il combustibile più diffuso e più utilizzato per le caldaie individuali (e dunque la maggior parte degli incidenti è causato da impianti che presentano questo tipo di alimentazione), è bene approfondire il discorso in merito ai controlli periodici per la caldaia (perché buona parte degli incidenti di cui si è detto sono provocati da imperizia e trascuratezza), rispondendo a questioni come “quando va effettuata la manutenzione alla caldaia” e “quando è necessario procedere al primo controllo in caso di caldaia nuova”, in cosa consiste il controllo dei fumi in una caldaia, qual è la normativa inerente i fumi di una caldaia, a quanto ammonta il prezzo per il controllo dei fumi di una caldaia.


Controllo fumi caldaia

Ma procediamo con ordine…


Tra i controlli periodici della caldaia si annoverano sia la revisione dell’impianto, obbligatoria per tutti i tipi di impianto di riscaldamento, e il controllo di efficienza energetica (detta anche verifica dei fumi della caldaia o bollino blu), previsto qualora la potenza superi i 10 kw, e consistente nell’esame dei fumi della caldaia al fine di verificare in particolare che la concentrazione di ossido di carbonio non oltrepassi i limiti indicati dalla normativa sui fumi della caldaia: si tratta, in definitiva, di un controllo, obbligatorio per legge, che tiene sotto controllo sia il livello di inquinamento atmosferico che la sicurezza. 


Questo in ragione del fatto che una mancata pulizia dei fumi della caldaia può provocare:
  • fuoriuscita di gas (responsabile di intossicazioni o scoppi)
  • creazione di monossido di carbonio
  • incendio del combustibile 
  • fulminazioni causate da corti-circuiti negli impianti elettrici che servono la caldaia.


Ciò lascia supporre quanto il controllo dei fumi della caldaia risulti essenziale: ma quanto si spende?


Il prezzo per il controllo fumi della caldaia va dai 100 ai 150 euro: tuttavia è possibile ridurre i costi in due modi:
  • sottoscrivendo dei contratti di assistenza comprensivi di un numero determinato di interventi periodici, coi quali si risparmia circa il 10%
  • sostituendo una caldaia vecchia e con bassa efficienza energetica con una nuova, magari a condensazione, in modo da godere delle detrazioni fiscali.


Controlli periodici per la caldaia, effettuati esclusivamente da manutentori o installatori certificati dalla camera di commercio: ma ogni quanto vanno effettuati?


La cadenza del controllo dei fumi della caldaia è stabilito nell’allegato A del DPR n. 74 del 2013, nel quale si precisa che:
  • su impianti a gas metano o GPL si interviene ogni 4 anni;
  • su impianti termici a combustibile liquido o solido ogni 2 anni;
  • su caldaie con potenza superiore a 100 Kw 1 anno.


Manutenzione certificazione caldaia


La revisione della caldaia


Abbiamo finora parlato del controllo dei fumi effettuato sulle caldaie, ma la manutenzione della caldaia quando si fa? Quanto costa? Ma, prima di tutto, in cosa consiste?


Si tratta di un intervento obbligatorio anche su impianti con potenza inferiore a 35 kw, consiste nella pulizia del bruciatore, dello scambiatore di regolazione, e nel controllo del corretto funzionamento dello scarico dei fumi.


Il costo per la manutenzione ordinaria della caldaia si aggira sui 60/80 euro e, in seguito alle disposizioni del DPR n. 74 del 2013, è la ditta installatrice che indica la periodicità e la tipologia delle operazioni di manutenzione e pulizia da compiere, in genere ogni 1 o 2 anni; qualora assenti, ci si attiene alle indicazioni riportate dal costruttore sul libretto della caldaia; e in caso di assenza anche di queste ci si riferisce alla norma UNI 10436/96 per le caldaie domestiche inferiori a 35 kw e alla UNI 10435/95 per le caldaie condominiali di potenza superiore a 35 kw.


A seguito della manutenzione della caldaia, così come anche del controllo dei fumi, il tecnico rilascia un rapporto di controllo che va allegato al libretto della caldaia, che riporta i dati del cliente, il numero di matricola dell’apparecchio, i risultati degli interventi di manutenzione e quelli dell’analisi dei prodotti di combustione, oltre agli esiti delle ispezioni della Pubblica Amministrazione: va ricordato infatti che il comune effettua verifiche a campione e, nel caso in cui la revisione risulti non eseguita o comunque difforme rispetto alle norme vigenti, si rischiano multe da 500 a 3000 euro.
E poiché sicuramente prevenire è meglio che curare, sia in termini di sicurezza che di risparmio economico (nessuno paga di gusto un’effrazione!), il consiglio è sempre di far eseguire i controlli normativi previsti sulla caldaia: poiché ci si può rivolgere tanto a centri autorizzati che a tecnici multimarca vi consigliamo di richiedere un preventivo online gratuito sia ai primi che ai secondi… potete trovarli molto semplicemente sulla nostra piattaforma

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