Caparra penitenziale: cos'è, come funziona e differenze con la confirmatoria
25 Febbraio 2026 - Redazione
Nel contesto di un contratto, la caparra è una somma di denaro o una quantità di beni fungibili che una parte consegna all'altra a garanzia di un obbligo. Esistono però due tipi di caparra con funzioni molto diverse: la caparra confirmatoria e la caparra penitenziale. Mentre la prima serve a rafforzare il vincolo contrattuale, la seconda agisce come corrispettivo per il diritto di recesso, ovvero la possibilità di "sciogliersi" dal contratto.
In questa guida vedremo nel dettaglio cos'è la caparra penitenziale, come funziona e quali sono le principali differenze con la caparra confirmatoria e la multa penitenziale.
- Indice contenuti
- Differenze tra caparra penitenziale, confirmatoria e multa
- Come funziona la caparra penitenziale in caso di recesso
- Caparra penitenziale e adempimento del contratto
È fondamentale non confondere questi tre istituti giuridici.
| Tipologia | Funzione principale | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Caparra confirmatoria | Garantire l'adempimento del contratto. | In caso di inadempimento, la parte lesa può trattenere la caparra (o esigere il doppio) e chiedere l'esecuzione del contratto o il risarcimento del danno ulteriore. |
| Caparra penitenziale | Fungere da corrispettivo per il diritto di recesso. | Chi recede perde la caparra data (o deve restituire il doppio di quella ricevuta), ma non può essere richiesto un risarcimento ulteriore. È il "prezzo" della libertà di recedere. |
| Multa penitenziale | Simile alla caparra penitenziale, ma non viene versata al momento del contratto. | È solo una promessa di pagamento: la somma sarà dovuta solo se e quando una delle parti deciderà di recedere. |
Gli effetti della caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) sono predeterminati e si attivano solo se una delle parti esercita il diritto di recesso:
- Se a recedere è la parte che ha versato la caparra, la perde definitivamente.
- Se a recedere è la parte che ha ricevuto la caparra, deve restituire all'altra parte il doppio della somma ricevuta.
Se, invece, nessuna delle parti recede e il contratto viene regolarmente eseguito, la caparra deve essere restituita o, più comunemente, imputata alla prestazione dovuta (ad esempio, viene scalata dal prezzo finale).
Caparra penitenziale e adempimento del contrattoUna domanda comune è se, in presenza di una caparra penitenziale, sia comunque possibile agire in giudizio per chiedere l'adempimento del contratto. La risposta è no. La funzione della caparra penitenziale è proprio quella di predeterminare il costo del recesso, escludendo altre vie. La parte che subisce il recesso non può rifiutare di "accontentarsi" della caparra e pretendere l'esecuzione forzata del contratto o un risarcimento del danno superiore.
Questo è in netto contrasto con la caparra confirmatoria, che invece lascia alla parte adempiente la scelta: trattenere la caparra e recedere, oppure agire in giudizio per l'adempimento o la risoluzione del contratto, con diritto al risarcimento dell'eventuale maggior danno subito.
La scelta tra caparra confirmatoria e penitenziale dipende dall'obiettivo delle parti: se si vuole blindare il contratto e disincentivare l'inadempimento, si opterà per la confirmatoria. Se, invece, si vuole lasciare una "via d'uscita" a un prezzo prestabilito, la penitenziale è lo strumento più adatto. Per la corretta stesura di queste clausole, è sempre consigliabile la consulenza di un avvocato o di un notaio.