Minacce verbali: quando costituiscono reato e a chi denunciare

08 Gennaio 2024 - Redazione

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Reato di minaccia: quando si configura e come viene punito

Può capitare, per i motivi più disparati, di usare un tono pesante nel corso di una conversazione con un amico, un parente oppure un estraneo.

In alcuni momenti potrebbero addirittura volare delle minacce, spesso frutto dello stato d’agitazione e non realmente volute. Purtroppo però, in questi casi si potrebbe consumare un vero e proprio reato disciplinato dal Codice penale, pertanto è fondamentale prestare attenzione a ciò che si dice durante un litigio. È fondamentale non commettere l’errore di pensare che con le parole non si possa compiere un reato e anche quando la parte irrazionale prende il sopravvento, è importante saper riconoscere i propri errori e porre le proprie scuse alla vittima.

 

Cosa si intende con reato di minaccia e come viene disciplinata dal Codice penale

Il reato di minaccia è espressamente disciplinato dall’articolo 612 del Codice Penale, il quale stabilisce che chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 1.032. 

Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339 del Codice Penale, la pena è della reclusione fino a un anno. Si procede d'ufficio se la minaccia è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339.

Si tratta quindi di un reato che, secondo la giurisprudenza prevalente, tutela la libertà morale, psichica del soggetto passivo del reato. Diversamente da altri tipi di reato, la minaccia è uno strumento mediante il quale si costringe la vittima a tenere o non tenere determinati comportamenti, oppure a tollerare o sopportare comportamenti altrui.

Il bene giuridico tutelato dall’articolo 612 c.p. è la libertà morale della persona, intesa come una particolare forma della libertà individuale e rappresenta, in poche parole, la capacità della persona di esercitare la propria volontà mediante i propri comportamenti.

La gravità della minaccia viene valutata in base:

  1. Alle circostanze del caso;
  2. Alla libertà psichica e morale della vittima;
  3. Alla natura e all’entità del male minacciato.

Infine, l’articolo 612 c.p. tutela non solo le persone fisiche, ma anche le persone giuridiche in quanto anche queste ultime possono essere danneggiate dal reato in esame.

articolo 612 codice penale  

Differenza tra minaccia ed aggressione verbale

Un’aggressione verbale può essere penalmente rilevante se sfocia in una vera e propria minaccia, pertanto, è bene sapere che minaccia ed aggressione verbale non sono necessariamente la stessa cosa.

Dalla lettura dell’articolo 612 c.p. è chiaro che il legislatore voglia stigmatizzate le aggressioni connesse alla volontà di far male qualcuno, oppure di causare danni ai beni appartenenti alla vittima e non solo.

La minaccia, infatti, può causare anche un profondo stato di ansia, tale da sconvolgere la vita quotidiana di una persona; si pensi ad esempio a chi, sentendosi minacciato, decide di non recarsi più a lavoro. 

Al netto di quanto sopra esposto, è chiaro che non è facile distinguere quando si è dinanzi ad una mera aggressione verbale e quando viceversa si è dinanzi ad una minaccia.

Generalmente, quest’ultima è connotata da espressioni verbali più gravi e finalizzate a cagionare una lesione altrui, materiale o morale che sia.

Viceversa, un'aggressione verbale può risolversi in una o più frasi offensive rivolte ad un soggetto ma non finalizzate a minacciare un danno ingiusto altrui.

 

Come si configura il reato di minaccia nelle sue diverse declinazioni

Per quanto concerne le modalità attraverso le quali è possibile commettere il reato di minaccia, è necessario dire che si tratta di un reato a forma libera, cioè non sono previste particolari modalità di commissione del reato.

È quindi possibile parlare di minaccia scritta, di minaccia verbale e così via; ciò che rileva ai fini della commissione del reato in esame è che vi sia la minaccia di un danno ingiusto, in qualsiasi modo si realizzi, purché sia idonea in modo efficace (anche se potenziale) a realizzare quell’evento oggetto dell’intimidazione.

Deve dunque essere capace di turbare la tranquillità psichica della vittima a prescindere ovviamente dal fatto che tale turbamento si realizzi o meno.

Un altro elemento oggettivo del reato in esame è l’ingiustizia del danno; si tratta, secondo la dottrina attualmente prevalente, del pregiudizio che non sia solo illecito (cioè contra ius) ma anche quando viene perseguito un risultato formalmente lecito ma con scopi diverso da quelli per cui è previsto il potere esercitato.

Infine, per quanto riguarda l’elemento soggettivo del reato di minaccia, si tratta sicuramente di un reato doloso: più precisamente, il dolo richiesto dalla fattispecie è generico e consiste nella conoscenza e volontà di minacciare la vittima essendo pienamente consapevoli dell’ingiustizia della minaccia. Ovviamente, lo scopo per cui è mossa la minaccia è irrilevante ai fini della configurazione del reato di minaccia; tutto ciò che serve è la consapevolezza che il male minacciato è ingiusto.

 

Qual è il bene tutelato

Come già brevemente anticipato, il bene giuridico del reato di minaccia, cioè l’entità concettuale che è idonea ad esplicare un valore affermato e tutelato dal nostro ordinamento giuridico, è la libertà morale.

I Giudici hanno più volte ribadito che nel reato in esame l’elemento essenziale è la limitazione della libertà psichica del soggetto mediante la prospettazione del pericolo di un male ingiusto.

 

Differenza tra consumazione e tentativo

Nel gergo penalistico un reato può dirsi consumato quando l’evento previsto dalla legge si manifesta e, conseguentemente, è stato messo in pericolo il bene giuridico tutelato. Per quanto concerne il reato di minaccia, il reato può dirsi “consumato” nel luogo e nel momento in cui la minaccia viene conosciuta dal soggetto destinatario, ovvero, la vittima.

Per la consumazione del reato non è assolutamente necessario che la vittima rimanga effettivamente turbata dalla prospettazione fatta dalla parte attiva. È necessario, invece, che la minaccia abbia una intrinseca idoneità ad indurre la vittima a tenere o non tenere i comportamenti voluti.

Dubbi sono sorti, invece, in ordine alla configurabilità del tentativo per il reato di minaccia.

Ad ogni modo oggi la dottrina maggioritaria, così come la giurisprudenza, ritengono che il tentativo non sia configurabile per il reato in esame ed il motivo è semplice: trattandosi di un reato di pericolo, non è possibile “anticipare” il momento sanzionatorio alla fase del tentativo, pertanto, in ossequio al c.d. diritto penale del fatto, non è possibile discorrere di “tentata minaccia”.

art 612 bis cp remissione querela  

Come viene sanzionato il reato di minaccia

Dopo aver analizzato la struttura e le caratteristiche del reato di minaccia, è necessario analizzare anche quali sono le sanzioni previste dalla legge per questa particolare condotta. L’articolo 612 del Codice Penale stabilisce che il reato in esame è punito con la multa fino a euro 1.032; inoltre, se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell'articolo 339 del Codice Penale, la pena è della reclusione fino a un anno. 

 

Quando si parla di minaccia con aggravanti

È possibile parlare di minaccia aggravata quando il reato viene posto in essere con delle circostanze aggravanti. Infatti, l’articolo 612 c.p. richiama espressamente l’articolo 339 c.p. il quale disciplina le circostanze aggravanti.

Si ha quindi minaccia aggravata quando: la minaccia viene commessa nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero con l’uso di armi, o da persona travisata, o da più persone riunite, o con scritto anonimo, in modo simbolico, valendosi della forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti oppure supposte.

Ancora, si applicano le aggravanti ove il reato di minaccia venga posto in essere da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi, anche solo da parte di una di esse, o da più di dieci persone, pur senza l’uso di armi.

In questi casi il legislatore prevede la pena detentiva, la quale può superare anche i quindici anni. Infine, un’altra ipotesi di minaccia aggravata è prevista dall’ultimo comma dell’art. 339 c.p. il quale prevede la minaccia commessa mediante il lancio o l’uso di corpi contundenti o di altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da mettere in pericolo le persone.

 

Quando si può verificare la remissione della querela

Il reato di minaccia è procedibile a querela della persona offesa. Questa può essere presentata presso qualsiasi posto di polizia, oppure presentata direttamente in forma scritta al Pubblico Ministero.

In realtà è doveroso precisare che esistono alcuni casi in cui il reato di minaccia è procedibile d’ufficio: ciò avviene quando la minaccia è commessa con armi, da persona travisata, da persone riunite, con scritto anonimo, in modo simbolico, avvalendosi della forza intimidatrice derivante da associazioni segrete o supposte e in tutti gli altri casi di minaccia aggravata ex art. 339 c.p.

Infine, ai sensi dell’art. 152 c.p. la vittima del reato può presentare la remissione della querela in qualsiasi momento, a patto però che non sia stata emessa nessuna condanna definitiva.

A seguito della remissione della querela, atto sicuramente importantissimo, si verifica la cosiddetta estinzione del reato, con tutte le conseguenze giuridiche che ne derivano.

 

Quando si parla di riparazione in giurisprudenza

La Legge 103 del 2017 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico, ai sensi dell’articolo 162 ter del codice penale, la riparazione.

Si tratta della possibilità di estinguere il reato di minaccia semplice e non della minaccia aggravata. Il reato può dichiararsi estinto solo nel caso di riparazione integrale del danno provocato dal soggetto responsabile.

Ai sensi dell’art. 1208 c.c., l’aggressore può liberarsi da ogni responsabilità dal reato commesso anche presentando un’offerta formale e reale di riparazione, anche nei casi in cui l’offerta proposta non sia stata accettata dalla vittima ma sia stata ritenuta equa alla riparazione del danno da parte del Giudice.

Pertanto, lo scopo della riparazione è quello di permettere al soggetto che ha posto in essere il reato di eliminare le conseguenze negative derivanti dallo stesso ed evitare così la sentenza di condanna del Giudice.

   

Modello di denuncia fac simile

ALLA PROCURA DELLA REPUBBILICA C/O TRIB. DI. …

(in alternativa, ALLA STAZIONE DEI CARABINIERI DI…)

Denuncia o querela per il reato di minaccia Io sottoscritto, _____________, nato il ___________ a ___________, ivi residente in __________, c.f. ___________, cellulare ____________, sporgo formale denuncia/querela per i seguenti fatti: “narrazione degli eventi accaduti, con indicazione delle date, nomi, eventuali soggetti presenti che possano testimoniare e confermare la versione dei fatti”. Ad esempio: in data… presso… mentre ero in procinto di parcheggiare il mio veicolo in uno stallo vuoto e non a pagamento sono stato minacciato da… per non avergli lasciato il parcheggio a disposizione>. Tanto premesso, con la presente sporgo formale denuncia/querela contro per il reato di minaccia e per ogni altro che l’autorità̀ voglia ravvisare nei fatti da me sopra esposti. È mia intenzione chiedere che i fatti sopra narrati vengano puniti, mi riservo altresì sin d’ora di costituirmi parte civile nel procedimento penale che vorrà essere intrapreso. Manifesto espressa opposizione all’eventuale richiesta di archiviazione della notizia di reato, chiedendo nel caso di esserne avvisato.

Si allega:  

Luogo, data Firma

  minacce verbali quando rivolgersi all'avvocato  

Quando vale la pena rivolgersi ad un avvocato penalista

Come anticipato, non tutte le aggressioni verbali possono essere considerate vere e proprie minacce penalmente rilevanti, tuttavia, se hai ricevuto anche una sola volta una minaccia che ti ha fatto sentire in pericolo o che ha suscitato in te uno stato di paura/preoccupazione, potrebbe essere utile rivolgerti ad un avvocato penalista esperto.

In questi casi infatti è fondamentale muoversi tempestivamente al fine di evitare che possa maturare la prescrizione. Rivolgendoti a Quotalo.it, hai la possibilità di essere messo in contatto con un avvocato penalista delle tue zone entro 48 ore dalla compilazione dell'apposito formulario così da poter ottenere una consulenza dettagliata circa la tua situazione.

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