Avvocato per mediazione: tutto quello che c'è da sapere e come fare per richiedere una consulenza.

07 Marzo 2022 - Lex

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Avvocato per mediazione: di cosa si tratta e come trovare un avvocato specializzato

La mediazione è un procedimento di natura extraprocessuale (ovvero non avviene dinanzi ad un giudice terzo ed imparziale) la cui funzione è quella di risolvere le controversie. In poche parole, si tratta di uno strumento di “alternative dispute resolution” (ADR).

Lo scopo di questo particolare procedimento è duplice: da un lato si cerca di evitare un sovraffollamento della complessa macchina giudiziaria, e dall’altro, si cerca di risolvere in modo più celere determinate controversie. Oltre al duplice fine, la mediazione è caratterizzata anche da una duplice natura. Si tratta sicuramente di uno strumento di natura giuridica, dotato di una propria disciplina giuridica e di un proprio procedimento.

Tuttavia, si tratta anche di uno strumento che attiene alla scienza psicosociale, questo perché, il percorso mediatizio ha come finalità quella di risolvere la singola lite oggetto del procedimento, non in base a regole di diritto, ma mediante strumenti che ineriscono diversi campi.

Quanto prende un avvocato per una mediazione?

Una volta definita, seppur sommariamente, la mediazione civile, occorre capire quanto costa. Per comprendere quali sono i parametri forensi in materia di mediazione, occorre prendere in considerazione il decreto del Ministero della giustizia n. 37 dell’8.04.2018 il quale ha modificato il decreto ministeriale n.55/2014.

Si tratta di somme cosiddette “crescenti” a seconda dell’avanzamento del procedimento e delle variabili come ad esempio l’oggetto della mediazione. Per l’attivazione della procedura di mediazione i parametri prevedono che, per le controversie con valore fino ad euro 1100, occorre pagare 60 euro, tuttavia, questa somma sale con l’aumentare del valore della controversia, fino ad un massimo di euro 305 per le controversie il cui valore supera i 260 mila euro.

Lo stesso dicasi per il compenso del difensore, anzi, per il compenso dell’avvocato occorre distinguere tra la fase della negoziazione e la fase della conciliazione. Nel primo caso, il compenso dell’avvocato va da un minimo di 120 euro (per le controversie di valore fino ad euro 1.100 euro) fino ad un massimo di 610 euro (per le controversie il cui valore supera i 260 mila euro).

I valori in questione, tuttavia, subiscono un leggero aumento nella fase della conciliazione, il compenso minimo, infatti, va da euro 180 (per le controversie di valore fino ad euro 1.100 euro) fino ad un massimo di 915 euro (per le controversie il cui valore supera i 260 mila euro).

Chi paga l'avvocato nella mediazione?

Per quando concerne i costi dell’avvocato, occorre precisare che la presenza dell’avvocato non è sempre obbligatoria, occorre distinguere, infatti, tra mediazione facoltativa ed obbligatoria. Nel caso lo fosse, tutte le parti che si sono avvalse dell’attività del professionista devono retribuirlo.

Cosa succede se non si rispetta un atto di mediazione?

Purtroppo anche quando il procedimento di mediazione si conclude in modo positivo, non è detto che le parti riescano a dare un assetto compiuto ai propri interessi. Spesso capita, infatti, che una delle parti non adempia all’accordo conclusivo della mediazione.

Ebbene, in tal caso, potrebbe essere irragionevole intraprendere nuovamente un’attività di mediazione e, viceversa, potrebbe essere necessario incardinare un processo di natura giurisdizionale.

Ovviamente le conseguenze della violazione dipendono dal caso concreto, non occorre dimenticarsi, infatti, che l’accordo sottoscritto dalle parti e dagli avvocati in sede di mediazione costituisce titolo esecutivo, il che significa che permette all’interessato di ottenere l’espropriazione forzata dei beni altrui, l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale ecc.

Quante volte si può rimandare la mediazione?

Uno degli scopi della mediazione, come sopra accennato, è quello di accelerare il procedimento di risoluzione delle liti. È per questo che, nel corso del procedimento di mediazione, è possibile richiedere massimo due volte il rinvio (una per ciascuna procedura), una per ciascuna parte.

Come mettere in esecuzione verbale di mediazione?

Come sopra anticipato, il verbale della mediazione costituisce titolo esecutivo solo ed esclusivamente nel caso in cui, all’esito della procedura, venga sottoscritto anche dagli avvocati delle parti. Questo significa, che per poter essere “esecutivo” non è necessaria l’omologa del giudice che ne attesti in qualche modo la sua conformità alle norme imperative ed all’ordine pubblico. In poche parole, l’intervento degli avvocati garantisce una sorta di scopo certificatorio che legittima l’esecutività del verbale una volta sottoscritto.

Avvocato per mediazione: dove posso rivolgermi?

La mediazione può essere un ottimo strumento per risolvere in modo rapido ed economico moltissime controversie. Tuttavia, per poterne sfruttare i vantaggi al meglio è fondamentale chiedere l’ausilio di un avvocato esperto. Quotalo.it è la piattaforma perfetta se sei alla ricerca di un avvocato che possa accompagnarti nella fase di mediazione. Tutto quello che occorre fare è individuare l’avvocato più vicino a sé e chiedergli un appuntamento per una consulenza tecnica.

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