Come sono disciplinati e cosa distingue l'acconto, il deposito confirmatorio ed il deposito penitenziale?

15 Gennaio 2024 - Redazione

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Tutto quello che c'è da sapere sull'acconto, caparra confirmatoria e sulla caparra penitenziale

Spesso accade che le parti, prima di concludere un determinato contratto, vogliano cautelarsi ed inserire all’interno del regolamento contrattuale particolari clausole, ed ovviamente la scelta di quale clausola inserire all’interno del contratto dipende molto dall’interesse delle parti.

Se ad esempio si ha intenzione di garantire l’adempimento di una determinata prestazione si può fare ricorso ad una caparra confirmatoria, viceversa, se si vuol garantire la possibilità di recedere dal contratto, si può fare ricorso alla c.d. caparra penitenziale; infine, se si vuol avere maggiori garanzie di adempimento degli obblighi derivanti dal contratto, è possibile fare ricorso al c.d. acconto di parte del prezzo. 

Tutto dipende, appunto, dall’assetto che le parti vogliono dare ai rispettivi interessi. 

 

Definizione di caparra confirmatoria, caparra penitenziale e acconto

La caparra confirmatoria è disciplinata espressamente dall’art. 1385 c.c. il quale dispone che se al momento della conclusione di un contratto una parte dà all’altra, a titolo di caparra, una determinata somma di danaro (o una determinata quantità di cose fungibili) la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta.

In poche parole la caparra, in alcune ipotesi, può svolgere anche la funzione di “anticipo” del prezzo in quanto, ove l’obbligo contrattuale venga adempiuto, la caparra dovrà essere imputata alla prestazione restante ancora dovuta. 

Ma non finisce qui, perchè al secondo comma l’art. 1385 c.c. dispone che se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l’altra parte è legittimata a recedere dal contratto, trattenendo ciò che ha ricevuto a titolo di caparra.

Viceversa, nel caso in cui sia inadempiente l’altra parte, ovvero la parte che ha ricevuto la caparra, l’altra può legittimamente recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra versata.

La caparra penitenziale invece è espressamente disciplinata dall’art. 1386 c.c. il quale dispone che se nel contratto è stipulato il diritto di recesso per una o per entrambe le parti, la caparra ha la sola funzione di corrispettivo del recesso.

In sintesi l'acconto del prezzo è il pagamento anticipato di una parte del prezzo per un acquisto, in modo da dare una sorta di garanzia al venditore sulla volontà dell’acquirente di concludere effettivamente il contratto.

In caso di mancata conclusione del contratto, le parti non saranno in nessun modo vincolate, sicché l’acconto versato dovrà essere necessariamente restituito.

 

A cosa serve la caparra confirmatoria

Fatte le debite premesse in ordine alla definizione della caparra confirmatoria, caparra penitenziale e l’acconto, occorre capire ora quando questi particolari strumenti previsti dal legislatore all’interno del Codice Civile possano tornare realmente utili.

Con riferimento alla caparra confirmatoria, essa risulta essere particolarmente comoda quando le parti vogliono innanzitutto provare l’esistenza di un determinato accordo.

Già dal nome dell’istituto, infatti, possiamo comprendere che una delle sue funzioni sia proprio quella di “confermare” l’esistenza di un contratto a cui la caparra accede. D’altronde, la dazione di una caparra non avrebbe alcuna ragion d’essere in caso di mancata esistenza di un contratto.

Ancora, la caparra confirmatoria è utile anche per garantire l’effettiva intenzione di chi conclude un contratto di adempierlo, poichè colui che versa la caparra, perderà la suddetta caparra versata se non dovesse adempiere al contratto, pertanto è chiaro che sarà spronato ad adempiere. Da ciò è possibile desumere che la caparra confirmatoria può essere utile per cautelarsi dall’eventuale comportamento inadempiente della controparte.

Infine, almeno per certi aspetti, la caparra confirmatoria determina una sorta di predeterminazione forfettaria del danno causato alla parte non inadempiente. In estrema sintesi, la caparra confirmatoria permette alla parte non inadempiente di ricevere qualcosa senza dover agire necessariamente in giudizio per accertare l’altrui inadempienza ed attendere la condanna del soggetto inadempiente al risarcimento del danno subito. 

acconto o caparra differenze  

A cosa serve la caparra penitenziale

Per quanto riguarda la caparra penitenziale, essa rappresenta lo strumento mediante il quale le parti si riconoscono reciprocamente il diritto di recedere dal contratto ad un determinato prezzo. Infatti, la caparra rappresenta proprio il prezzo del recesso, ove esercitato ovviamente. Ciò significa che nel caso in cui la parte che ha versato la caparra dovesse recedere anticipatamente dal contratto, l’altra parte, ovvero chi l’ha materialmente ricevuta, potrà trattenerla.

Se a recedere dovesse invece essere colui il quale ha ricevuto la caparra, allora quest’ultima dovrà restituire il doppio di ciò che ha ricevuto; è agevole capire che la caparra penitenziale ha come scopo quello di garantire alle parti di poter recedere dal contratto, seppur ad un determinato prezzo, e può perciò tornare utile ad esempio ove non si sapesse con certezza se si vuol adempiere un determinato contratto per un determinato lasso di tempo oppure no.

 

A cosa serve l’anticipo o acconto

Con riferimento all’anticipo del prezzo, detto anche acconto, la sua funzione è estremamente chiara.

L’anticipo del prezzo ha una funzione di garanzia in quanto dimostra, proprio attraverso il pagamento di un determinato prezzo, la volontà della parte di onorare gli obblighi derivanti da un determinato contratto che non è stato ancora concluso o che è stato concluso ma non è ancora scaduto il termine di adempimento della prestazione.

Si pensi ad esempio a chi è intenzionato ad acquistare un determinato immobile però non ha la possibilità di stipulare immediatamente il rogito con la parte venditrice, magari perché di passaggio; in questo caso potrebbe, proprio grazie all’anticipo, “bloccare” la vendita dell’immobile offrendo un anticipo al venditore.

 

A quanto dovrebbe ammontare l'acconto

In genere non esistono particolari limiti in merito all’ammontare minimo dell’acconto.

Infatti, il settore del diritto privato è dominato dall’autonomia negoziale dei privati, ciò significa, in poche parole, che i privati, nei limiti imposti dalle norme inderogabili di legge, possono regolare come meglio credono i propri interessi. Pertanto, le parti ben potrebbero, ad esempio, prevedere un acconto minimo sul prezzo, oppure, la metà del prezzo e così via. Particolari dubbi sorgono, invece, nel caso in cui l’acconto venga richiesto dagli istituti di credito in caso di richiesta di prestito.

È bene precisare fin da subito, infatti, che non esistono costi da anticipare rispetto all’erogazione del prestito effettuato dagli istituti di credito. Anzi, spesso, la richiesta di anticipo del prezzo per poter ottenere un prestito viene considerato come un allarme per possibile truffa. Il discorso cambia, invece, in caso di finanziamenti agevolati per le imprese. In questi casi, infatti, le spese anticipate sono necessarie e giustificabili poiché è necessario, per poter ottenere il credito, effettuare tutta una serie di operazioni prodromiche come, ad esempio, analisi strategiche e business plan. Pertanto, in conclusione, se qualcuno dovesse chiedere dei soldi, o un semplice anticipo, per la concessione di un prestito, commetterebbe un vero e proprio reato, salvo il caso di particolari finanziamenti come sopra precisato.

Avvocato civilista per caparra  

A quanto dovrebbe ammontare la caparra confirmatoria

In genere uno dei dubbi che maggiormente affligge chi vuole utilizzare la caparra confirmatoria è il quantum della stessa. In sostanza, spesso sorgono conflitti e controversie proprio in merito a quanto dovrebbe ammontare la caparra confirmatoria. Così come anticipato per l’anticipo del prezzo, anche per la caparra confirmatoria non esiste una cifra fissa prestabilita e determinata dalla legge. In genere l’importo della caparra confirmatoria viene stabilito di comune accordo tra le parti e, almeno in media, oscilla su somme che vanno dal 7% al 10 % dell’importo complessivo da pagare. Ciò ovviamente non significa che le parti non potrebbero, di comune accordo, prevedere una somma più alta o più bassa di quelle richiamate.

Si tratta, infatti, di somme che generalmente si praticano nella prassi. Tra l’altro è bene precisare che, diversamente da ciò che è previsto dalla legge con riferimento alla c.d. clausola penale, ai sensi dell’art. 1384 c.c., l’art. 1385 c.c. (il quale disciplina la caparra confirmatoria) non prevede alcuna riduzione da parte del giudice della caparra ove il suo ammontare dovesse risultare eccessivamente oneroso, sul tema si segnala anche la sentenza del Tribunale di Milano sezione specializzata in materia di imprese del 24.06.2021.

 

Vantaggi e svantaggi di acconto, caparra confirmatoria e caparra penitenziale

Come anticipato la caparra confirmatoria, la caparra penitenziale e l’acconto sono istituti giuridici disciplinati all’interno del Codice Civile e che offrono interessanti vantaggi ai privati.

Con particolare riferimento alla caparra confirmatoria, quest’ultima esercita una funzione di cautela per il risarcimento del danno in caso di inadempimento, dall’altro assolve ad una pluralità di funzioni: assertiva (ovvero prova l’esistenza di un contratto), di acconto e di indennizzo.

Trattasi, dunque, di una clausola estremamente versatile e vantaggiosa in quanto permette di dimostrare l’esistenza di un accordo, di svolgere da acconto sul prezzo da pagare nonché di predeterminare, in modo forfettario, l’ammontare dei danni, ovvero, rafforzare il diritto della parte non inadempiente al risarcimento del danno precisando fin da subito a quanto ammonta il danno (ovvero il quantum della caparra versata). 

Per quanto riguarda la caparra penitenziale, invece, premesso che la struttura è la stessa della caparra confirmatoria, la penitenziale non assolve ad una funzione di risarcimento del danno subito per la mancata esecuzione del contratto, come anticipato, ma è un mero corrispettivo del potere di recesso attribuito ad una parte o ad entrambe.

Si tratta quindi di uno strumento estremamente vantaggioso per le parti, in quanto, hanno la possibilità di risolvere un contratto stipulato senza dover ricorrere al mutuo dissenso, con conseguenti spese ulteriori. Ma non finisce qui, grazie alla caparra penitenziale, infatti, viene attribuito il potere ad una parte (o ad entrambe) di recedere, il che potrebbe essere estremamente vantaggioso per chi non ha intenzione di eseguire un determinato contratto per un lungo lasso di tempo, magari perché potrebbe concluderne con terzi altri più vantaggiosi. Infine, con riferimento all’acconto sul prezzo, questo strumento può essere vantaggioso sia per chi vende che per chi acquista.

Per chi vende perché quest’ultimo, ancora prima della conclusione del contratto, riceve una somma di denaro che simboleggia l’intenzione della controparte di voler effettivamente eseguire il contratto. Per l’acquirente, invece, perché magari quest’ultimo potrebbe non avere la disponibilità immediata di concludere il contratto e ricorre all’anticipo per prendere tempo e procurarsi la somma necessaria per poter concludere il contratto e pagare definitivamente. Per quanto concerne gli aspetti svantaggiosi, invece, secondo una parte della dottrina questi strumenti potrebbero essere definiti come istituti che “allentano” la volontà dei contraenti di eseguire gli obblighi contrattuali, almeno con riferimento alla caparra penitenziale e confirmatoria.  

Questo perché, in entrambi i casi, viene usato uno strumento che legittima le parti a recedere dal contratto ed evitare così di doverlo adempiere. Con riferimento all’anticipo del prezzo, invece, uno svantaggio viene generalmente individuato sulla tassazione. Infatti, l'acconto del prezzo, diversamente dalla caparra confirmatoria e dalla caparra penitenziale, ha una tassazione più alta, pari al 3% circa, il che spinge molte persone a non utilizzarlo.

 

Rischi relativi ad acconto, caparra confirmatoria e caparra penitenziale

Una delle principali critiche che vengono mosse a questi istituti è che essi potrebbero, almeno per certi aspetti, incentivare le parti a non eseguire correttamente gli obblighi derivanti dal contratto in quanto, proprio grazie alle caparre, hanno la possibilità di recedere.

In realtà queste critiche non sembrano essere fondate in quanto, seppur è vero che le parti possono recedere liberamente dal contratto (trattasi infatti di recesso ad nutum) è altrettanto vero che chi recede perde comunque ciò che ha versato.

L’unico rimedio per non perdere la caparra resta quindi proprio adempiere correttamente gli obblighi contrattuali.

Con riferimento all’anticipo del prezzo a titolo di acconto, invece, un possibile rischio è quello di non ricevere più ciò che si è versato.

Anche in questo caso, però, è possibile fare ricorso a strumenti di garanzia, specie se parliamo di acconti consistenti, come ad esempio il deposito dell’acconto sul conto dedicato del Notaio il quale garantirà al 100% la restituzione delle somme versate, nel caso in cui fosse necessario ovviamente.

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L'importanza della consulenza legale 

Se hai intenzione di inserire all’interno di un contratto una caparra confirmatoria, una caparra penitenziale o semplicemente se vuoi avere maggiori informazioni su questi istituti e sull’acconto del prezzo, è sempre buona idea rivolgersi ad un avvocato civilista. Solo grazie ad una consulenza legale, infatti, potrai capire realmente se sia conveniente o meno fare ricorso a questi istituti e se effettivamente possano essere utili per le proprie necessità. Se sei alla ricerca di un avvocato civilista, Quotalo.it è ciò che fa per te. Grazie a Quotalo.it, infatti, potrai trovare in poco tempo il professionista più vicino a te a cui chiedere una consulenza dettagliata.

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