Tuttavia, laddove le condizioni non lo consentano - se ad esempio l'edificio o la facciata esterna sono sottoposti a vincolo architettonico, oppure nel momento in cui manchino le distanze adeguate rispetto ad altre costruzioni adiacenti, oppure quando un edificio viene utilizzato solo parzialmente (e quindi un cappotto esterno, molto più costoso, avrebbe poco senso) – è possibile ricorrere alla coibentazione interna. In questo caso i materiali termoisolanti vengono applicati sulla parete o direttamente oppure attraverso degli elementi di fissaggio che possono essere in legno o in metallo. Tra le possibili soluzioni la migliore sicuramente è quella che vede l’utilizzo di pannelli di isolanti termici composti da una lastra di cartongesso da 10 mm di spessore (che ha una buona resistenza al fuoco) alla quale è addossato un pannello in fibra di vetro (che, con adeguati spessori, conferisce anche un buon isolamento acustico). Dunque, in maniera molto semplice, si possono realizzare rivestimenti isolanti incollando sulla muratura lastre in gesso rivestito preaccoppiate con i materiali isolanti: lana di vetro, polistirolo espanso (o anche sughero e lana di pecora, se si vuole dare una mano all’ambiente!). Questi materiali (tutti capaci, in gradi differenti, di apportare isolamento alle pareti) vengono iniettati per insufflaggio nell’intercapedine: alcuni (come il sughero) sono costituiti da granuli e possono essere insufflati direttamente; altri (come l’eco cellulosa) vanno prima sminuzzati in piccoli fiocchi dalla macchina per poter passare nel tubo di insufflaggio.