Secondo Jung, prendere coscienza di se stessi è sinonimo di evoluzione della propria personalità: durante tale trasformazione, la coscienza dei singoli non è più schiava dell’io, ma si rende partecipe del mondo circostante. In parole povere, quindi, lo sviluppo e la realizzazione della persona equivalgono alla formazione della personalità e al raggiungimento della maturità interiore. L’anziano, per esempio, abituato durante tutta la vita a pensare a se stesso in termini di rendimento nei confronti della società, si trova all’improvviso a non potere più contare sulle capacità ritenute importanti durante l’attività lavorativa. Da ciò può nascere smarrimento, delusione e rinuncia; tuttavia, si potrebbe interpretare la perdita di alcune capacità solo come possibilità di rimettersi in gioco e rinascita verso un altro essere. Invecchiare diventa, perciò, un modo per crescere: “avere o essere” diventa, così, la scelta da compiere, un modo nuovo di vivere ed agire.
Da queste considerazioni di natura teorica nasce l'impegno della struttura a garantire interventi e attività di animazione sociale.