E quindi, se visitate questa splendida città, prima di “morire di nostalgia” all’indomani della partenza, fate una cosa: recatevi alla pasticceria Bellavia e portatevi via per le feste delle golose idee Regalo: confezioni con i liquori Le Melodie del Vesuvio, le Confetture, Panettoni e Colombe artigianali, i Babàrini (piccoli babà immersi nel rum).
La storia, o le storie, di questo squisito dolce, che si perdono a tratti nella leggenda, sono sicuramente tra le più interessanti da sentire e da raccontare. La “biografia” del babà parla non solo della Campania, ma di lunghi viaggi attraverso l’Europa. Le sue origini, infatti, vanno ricercate in Polonia, alla corte del re Stanislao Leszczyński, suocero di Luigi XV di Francia.
Successivamente il dolce fu portato in Francia dalla figlia di Stanislao, Maria e, quando i cuochi francesi lo prepararono per la prima volta, il suo nome iniziò a modificarsi e passò dal polacco babka a “babà” con l’accentuazione tipica del francese sull’ultima sillaba.
Le prime fonti che raccontano di un babà partenopeo invece, anch’esso accentato sull’ultima vocale, sono del 1836 quando il cuoco Angeletti ne descrive la preparazione in un suo manuale di cucina.
Sarà pure polacco di origine, ma è a Napoli che il babà trova la sua residenza più famosa!