Dopo quanto tempo conviene ricaricare una caldaia?

20 Febbraio 2018 - Redazione

Vota

Voto 5 su 1 voti

Richiedi Preventivi

Gratuitamente e in 1 solo minuto.

foto principale per articolo come ricaricare caldaia foto principale per articolo come ricaricare caldaia foto principale per articolo come ricaricare caldaia

Domanda diretta, risposta diretta: non esiste un intervallo di tempo preciso oltre il quale è opportuno effettuare la ricarica del gas in un condizionatore, che è dunque necessaria solo in caso di perdita, quando il sistema raffresca a fatica, mentre se l'impianto è stato collaudato e si è garantita una tenuta perfetta non sarà mai necessario ricaricare di gas l’aria condizionata.


In buona sostanza, poiché il refrigerante non si consuma durante l’utilizzo, se il condizionatore è scarico ciò è imputabile esclusivamente a qualche perdita, che nella stragrande maggioranza dei casi si colloca a livello delle giunzioni e dei raccordi dell’unità interna: tuttavia, nel caso in cui la perdita fosse accertata, non sarebbe sufficiente procedere a ricaricare di gas il condizionatore, giacché per legge le perdite vanno riparate, e mentre per un semplice rifornimento di refrigerante all’impianto di climatizzazione di casa sono sufficienti all’incirca 30 minuti, intervenire in caso di perdita richiede dei tempi che non possono essere qui pronosticati.


Impianto di condizionamento

Ma come ricaricare il condizionatore?


In commercio esistono diversi kit fai da te per la ricarica dei condizionatori, ma si sconsiglia di adoperarli se non si possiede una reale dimestichezza con il gas e la strumentazione in questione, dal momento che, dopo aver recuperato il gas residuo senza danneggiare l’ambiente e aver eliminato le eventuali perdite di liquido, bisognerà, se necessario, pulire le linee frigorifere, per poi effettuare un vuoto con gli strumenti appositi (che è sempre necessario, anche per installazioni con pochi metri di tubo) e infine immettere nel cilindro l’esatta quantità di gas riportata sulla targhetta, facendo attenzione a non incorporare pure aria nell’impianto (la presenza di aria, oltre che inficiare il funzionamento, compromette anche la stabilità a lungo termine del compressore perché anche piccole quantità di umidità presenti nell'aria ossidano l'olio lubrificante e gli avvolgimenti).


È proprio alla luce di questo che ci sentiamo in dovere di precisare due cose:
  • disperdere in atmosfera un kg di R410a equivale a percorrere 20.000 km in un'utilitaria: questo significa incrementare l'effetto serra (cioè, inquinare!)
  • in una percentuale molto significativa di casi, negli impianti installati in modalità fai-da-te dopo un solo anno di utilizzo i rubinetti risultano rovinati per via di cartelle malfatte, gas perso, compressore bruciato, e via dicendo.


Il suggerimento è di conseguenza di lasciar perdere installazioni autonome, che rischiano pure di invalidare la garanzia degli apparecchi, ricorrendo invece a dei professionisti seri quando si tratta dell'impianto di climatizzazione di casa propria; professionisti che, secondo quanto previsto dalle norme, risultino inscritti nell’apposito Registro nazionale istituito presso il Ministero dell’Ambiente, previo superamento di un esame teorico e pratico necessario all’ottenimento della certificazione (il “patentino del frigorista”).


Ma qual è il costo per la ricarica dell’aria condizionata che bisogna corrispondere a questi professionisti?


Tra i 60 e i 100 euro, a seconda del tipo di gas adoperato (quelli più a buon mercato sono l’R417A, l’R422D e l’R424A) e della quantità necessaria (che però difficilmente supera il chilo nei mono-split).
A queste cifre sono da sommare l’IVA e il costo di eventuali operazioni aggiuntive, come sostituzione di parte della componentistica.


La legge non interviene solo in caso di perdite (come visto in precedenza): dal 1° giugno 2014, per ridurre le emissioni di biossido di carbonio e per il controllo del risparmio energetico, è diventato obbligatorio che tutti gli impianti termici di climatizzazioneinvernale sopra i 10kW e di climatizzazione estiva sopra i 12kW (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) vengano sottoposti a verifica periodica, esclusivamente per mano di tecnici muniti del patentino di cui prima, che produrranno una dichiarazione di manutenzione del condizionatore.
A questa, dal 15 ottobre 2014, si è affiancato anche il libretto dell'apparecchio.


E visto che, in mancanza dell’una o dell’altro, la norma prevede sanzioni (pure abbastanza salate), cosa aspettate a spulciare nel nostro database per trovare il tecnico autorizzato all’installazione e alla manutenzione degli impianti di climatizzazione casalinghi più vicino a voi?

Richiedi Preventivi

Gratuitamente e in 1 solo minuto.
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente. Continuando la navigazione in questo sito acconsenti al loro utilizzo in accordo alla policy sui cookie.    Leggi Policy
Accetto